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Centro Italiano di Astrologia – La Storia

“Si ritiene comunemente che agli oroscopi credano solo gli ingenui. Anch’io lo credevo, perchè come al solito, ci occupiamo superficialmente di una materia e la archiviamo, senza appello, rapidamente, anche per la pigrizia di approfondire. Ancor più per i miei condizionamenti di formazione scientifica.

Un giorno – anni Settanta, da astrofilo dilettante – in una libreria, scorsi il trattato di Sementovsky, edito dalla Hoepi, e lo acquistai divertito, per verificare fino a che punto l’umanità si fosse rimbambita. Mi stupì subito che su 700 pagine la parte previsionale ne occupasse solo una decina, la restante descriveva scientificamente quella astronomica e il relativo significato psicologico e simbolico. Restai folgorato e affascinato perchè di colpo l’astronomia mi parve un corpo inerte e l’astrologia la sua anima!”

Dante Valente da Astro-Sofia 2020

Qualche anno prima

“Nell’autunno 1969 ottenemmo, con il collega Capone, i diritti di traduzione della rivista svizzera “Destin” per lanciare un mensile astrologico italiano, basato su studi veramente seri. Purtroppo, dopo mesi di duro lavoro, impreviste difficoltà ci indussero a rinunciare. Ma le acque per noi a Torino si erano mosse.

A circa un anno di distanza, Federico Capone con il mio modesto appoggio, prendeva la coraggiosa decisione di fondare un centro astrologico che, nelle intenzioni, voleva essere il punto di contatto per tutti gli astrologi italiani.

Si univano a noi, per sostenerci, due validi cultori torinesi: Regulus e Ressia, nonché due appassionati: l’esoterista Turtula e l’esperto di organizzazione Bartoli.

Questo il primo fulcro del Centro Italiano di Astrologia che, pur partito modestamente, può già vantare una trentina di iscritti ed un centinaio di uditori, nonché l’adesione morale di astrologi nazionali ed esteri di chiara fama (Waldner, Volguine, Argelia, Brunini, Maitan, Palamidessi, l’Eclair, solo per fare qualche nome).

L’entusiasmo è molto, non abbiamo scopi venali o reclamistici personali. Vogliamo alzare il livello dell’Astrologia in Italia. Chi già sa collabori con noi, lo accoglieremo fraternamente e divideremo insieme soddisfazioni o insuccessi.

Chi vuole imparare seriamente in base al detto “post laborem scientiam”, venga con mente aperta: non saremo maestri dal pugno chiuso.

Roberto Burò da Linguaggio Astrale n. 1 del dicembre 1970

Da un comunicato di Linguaggio Astrale n. 2 del gennaio 1971

Abbiamo il piacere di comunicare ai nostri lettori che Francesco Waldner, il più famoso astrologo italiano, ha accettato la presidenza onoraria del C.I.D.A, al quale porterà la sua alta collaborazione. Cogliamo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per l’appoggio datoci e speriamo che questa adesione sia di stimolo perchè altri astrologi di valore, anche se meno conosciuti, ci portino il contributo fraterno della loro esperienza, da confrontare con la nostra per creare una vera Scuola Astrologica Italiana.

Lunedì 5 ottobre 1970 ore 21

Inizio ufficiale della nostra attività. Presentatore l’amico Capone.

Iniziando con l’illustrare lo scopo per cui si è ritenuto di fondare il Centro Italiano di Astrologia, l’oratore ha proseguito presentando quelle personalità, nel campo astrologico, che avevano aderito all’iniziativa e formulato auguri di riuscita.

Tali sono infatti l’astrologo Volguine di Nizza; Angelo Brunini di Roma; Argelia di Milano, che riflette le sue capacità in articoli di note riviste, tra le quali il conferenziere ha voluto stralciare un esempio per illustrare la tecnica del sistema; Francesco Waldner autore di numerose pubblicazioni. Una panoramica di queste pubblicazioni italiane ha concluso la conferenza.

A questo primo contatto con il pubblico è seguita l’elezione del Comitato Direttivo.

Roberto Burò

COMUNICATI EDITORIALI (1972)

Sabato 11 marzo 1972 è stata inaugurata presso lo studio astrologico della nostra ottima collaboratrice Helene Saltarìnì, la sede milanese del CIDA, con un vasto programma di lezioni e di conferenze. Sono intervenuti da Torino il presidente Federico Capone, il vicepresidente Roberto Burò che hanno aperto i lavori. Era presente una qualificata rappresentanza dell’élite astrologica di Milano, tra cui la scrittrice Lisa Morpurgo e la giornalista Serena Foglia. Nonché inviati di settimanali e curiosi. Il quotidiano “la Notte” ha citato con il dovuto rilievo la notizia.

Da Linguaggio Astrale n.7 di aprile-giugno 1972

Un ricordo di Grazia Bordoni

Il Cida era stato fondato nel 1970 per iniziativa di un gruppo di appassionati torinesi capitanati, credo, da Federico Capone che, se la memoria non mi inganna, fu anche il primo Presidente della neonata associazione.

Nella seconda parte degli anni ’70, quando vi approdai io, era già Presidente Serena Foglia (almeno credo) e per il Cida di Milano era Delegata Heléne Saltarini. Ballerina viennese, si era innamorata di un italiano e si era trasferita nel bel paese. Rimasta vedova con una figlia piccola si era inventata una professione: l’astrologa. Faceva un po’ di tutto: scriveva sui giornali, faceva consulti, teneva corsi, scriveva libri. Bisogna riconoscerle il grande merito di aver saputo creare dal nulla un gruppo milanese molto attivo. Con grande generosità metteva a disposizione una volta al mese la sua casa per gli incontri. Spesso doveva rivolgersi ai vicini per farsi prestare delle sedie perché eravamo sempre più numerosi. Era così grande il piacere di stare insieme e di parlare di astrologia che, una volta usciti da casa di Helene, ci fermavamo sotto il portone per continuare a chiacchierare.

Le prime persone che conobbi nel salotto di Heléne furono Dante Valente, Adriana Rampino Cavadini, Gemma Cresci Zucchi, Popi Tremolada.

Ma la casa di Helene era meta di molti: Angelo Angelini, uno degli studiosi che avevano partecipato al Convegno del 1975, un suo giovane allievo da cui sentii parlare per la prima volta del significato dei gradi, Marco Columbro non ancora divenuto personaggio televisivo, Riccardo Bauer, e molti altri.

Erano tempi di “studio matto e disperato”, di confronto e di grande curiosità: ci sentivamo degli eletti e dei pionieri nello stesso tempo: forse un po’ lo eravamo davvero!

Patrizia Romagnoli (2026)

La Presidenza del CIDA è stata retta dall’Editore Federico Capone e dalla scrittrice Serena Foglia. Dal 1987, Dante Valente ha ricoperto la carica di Presidente per 35 anni, nel 2022 l’incarico è stato ricoperto da Stefano Vanni. Il 18 aprile 2026, è stata eletta la nuova Presidente del CIDA: Patrizia Romagnoli.

Serena Foglia. Una vera “gran signora” in stile milanese: Serena Foglia, presidente del Cida negli anni Ottanta, viaggiava tra convegni e semplici conferenze astrologiche. Ma si sapeva anche che scriveva per i giornali e pubblicava libri di successo. La incrociai a un seminario dalle parti di Parma, io ero in cerca della mia strada nella vita. Fu gentile e io le chiesi di andare a farle visita, a Milano. La sua casa era bellissima e lei pure. Le chiesi un’indicazione sul mio potenziale professionale. Mi rispose che avrei fatto bene a puntare sul giornalismo, ambito in cui ero ancora ai primissimi passi. Incoraggiamento? Divinazione astrologica? Non lo so, ma in quel momento davvero iniziavano i trenta e più anni di soddisfacente lavoro. Da giornalista. A quel tempo non avrei mai immaginato di occupare il suo stesso posto nel Cida, seconda donna dopo di lei in oltre quarant’anni. Una bellissima sorpresa!

Gli esordi del Gruppo Sirio nel CIDA di Nadia Paggiaro

Con la passione dell’astrologia nel cuore fin da piccola, nel 1980 mi iscrissi al 1° corso di astrologia tenuto da Arturo Zorzan, alle prime armi come Maestro. Nello stesso periodo Arturo contattò Federico Capone, il quale gli propose di diventare delegato per il Veneto dell’associazione nata pochi anni prima, il CIDA. Arturo accettò molto volentieri ma aveva bisogno di un aiuto per mettere in piedi e gestire quello che poi divenne a tutti gli effetti, nel 1982, il gruppo Sirio. Arturo non avrebbe mai fatto nulla da solo e, dopo il rifiuto di altre persone, mi chiese se accettassi di fondare con lui questo gruppo, e così nacque qualcosa che ancora oggi continua il percorso iniziato tanti anni fa.

Dal 1982 fino al suo ritiro, nel 1997, Federico Capone veniva a trovarci ogni anno con il suo bagagliaio pieno di libri, ed era sempre un piacere riceverlo. Con il suo fare sornione e la sua simpatia riempiva le nostre serate portando sempre nuove proposte astrologiche. In particolare, una di queste per me è stata illuminante. Era il “Tema Nodale”, che dal 1984 continuo ad utilizzare perchè mi dà sempre risposte sorprendenti.

Dal 1982 in poi, con Arturo, ne abbiamo fatta tanta di strada. Conferenze ogni 15 giorni, seminari con illustri astrologi italiani e stranieri: cito Charles Harvey del quale ho un ricordo speciale. Una persona semplice ma carismatica che nel 1987, all’Ateneo Veneto di Venezia, ha tenuto un seminario sul rapporto Sole-Luna, aumentando l’entusiasmo per la ricerca su di me, che avevo appena letto e sperimentato il libro di Rudyard “Il ciclo di lunazione”. Poi Donald Stallybrass, i coniugi Bruno e Louise Huber, Erik Van Slooten, Ernesto Cordero, Lama Tenzin Wangyal con l’astrologia tibetana e tanti altri di cui l’elenco sarebbe troppo lungo.

L’entusiasmo e la “fame di sapere” degli esordi, che non mai mai venuti meno, erano tali che, in gruppo, andavamo a tutti i Convegni promossi dal CIDA, al quale ci eravamo subito iscritti, e persino a quelli di Astra. Penso che gli 80/90 siano stati gli anni d’oro dell’Astrologia in Italia.

Sempre con entusiasmo nel 1985 Arturo propose al CIDA di organizzare un Congresso Nazionale a Venezia. Mi misi subito al lavoro coinvolgendo anche l’assessore al Turismo e Cultura di allora, Augusto Salvadori, che conoscevo e che ci offrì il prestigioso Ateneo Veneto come sede congressuale. Successo di pubblico, sala gremita all’inverosimile di appassionati di astrologia da tutta Italia. Allora era presidente del CIDA Serena Foglia che, oltre a conosciuti studiosi del settore, invitò come relatori due suoi cari amici psicologi, Piero Parietti e un giovane Raffaele Morelli.

Anche Arturo presentò un suo intervento, per lui era la prima volta come relatore ad un congresso e, udite, udite, era emozionatissimo, lui l’imperturbabile uomo di ferro. Il titolo della conferenza era:” Venezia nel segno del Cancro, esempio per il futuro?” Io l’avevo aiutato nella ricerca passando gran parte dell’estate a sfogliare libri nella biblioteca del Museo Correr per trovare riferimenti utili. E di riferimenti ne ho trovati tanti nei “Diari di Marin Sanudo” (una cronaca in 58 volumi che registra giorno per giorno la storia di Venezia dal 1496 al 1533), dove ho scoperto anche il grafico della Nascita di Venezia redatto da Sanudo stesso. È stata una bellissima sorpresa, molto utile per Arturo.

Arturo, per ringraziarmi, mi ha scritto questa dedica consegnandomi la copia originale da lui letta al congresso: “Alla cara amica Nadia. Conservala, è la copia che “ha sudato con me” nella sala del sapere. La parte che tu hai condiviso con me si può leggere solo tra le righe, ma è la migliore. Un abbraccio anche ai tuoi per la loro generosa rinuncia alla Luna (traduci astrologicamente)”.

I MIEI INIZI di Vittorio Ruata

Il mio incontro con l’Astrologia è avvenuto in modo del tutto inatteso.

Siamo circa nell’anno 1975 e dell’astrologia conoscevo solo quelle poche righe “l’Oroscopo del giorno o della settimana”, riportate nell’ultima pagina dei quotidiani e delle riviste, che leggevo ogni tanto con curiosità mista a scetticismo. Senonché, un bel giorno, girando fra i pochi canali delle TV private, mi imbattei in un personaggio dall’aria professorale, il quale descriveva le caratteristiche di un segno zodiacale, legate ad una storia mitica che lo riguardava, con relativi risvolti psicologici.

Così, interessato, continuai a seguire quelle trasmissioni sui vari segni.

Si vede che il mio destino mi stava conducendo su questa via, tant’è che, di lì a poco, mi trovai a sbirciare nella vetrina di una antica libreria romana ove, in bella vista, faceva mostra di sé un corposo libro: Nicola Sementovsky Kurilo: ASTROLOGIA -Trattato completo teorico – pratico.

Lo acquistai, lo lessi incuriosito e da quel momento iniziò per me lo studio della astrologia, affrontando le prime difficoltà, come i vari calcoli per la stesura manuale del tema astrale, l’utilizzo delle Effemeridi e delle Tavole della Case, il tutto non esente da tanti errori iniziali.

Non ricordo, essendo passato molto tempo, l’anno in cui mi iscrissi al CIDA, abbonandomi alla rivista Linguaggio Astrale, ove erano riportate le varie rappresentanze, presenti sul territorio nazionale, denominate Delegazioni.

Così mi offrii per ricoprire la carica di Delegato per la città di Roma e Lazio, la cui sede risultava al momento vacante.

All’epoca Grazia Mirti si occupava della segreteria del Cida, e con lei instaurai un ripetuto scambio epistolare piuttosto formale, in quanto compresi che l’organizzazione del CIDA, che si avvaleva di un proprio Consiglio Nazionale, voleva accertarsi che l’incarico di Delegato per la città di Roma e del Lazio, fosse affidato ad una persona seriamente disposta ad intraprendere una attività divulgativa ma soprattutto colta, della astrologia.

Finalmente, dopo questo frequente scambio di lettere, Grazia Mirti mi comunicò che la mia candidatura sarebbe stata portata all’esame del Consiglio, per la sua approvazione, in occasione del congresso nazionale del CIDA tenutosi a Salsomaggiore nel 1983.

Così, preso da un certo entusiasmo, io e mia moglie Rossella, ci recammo a Salsomaggiore, ansioso di conoscere se questo Consiglio intendesse o meno approvare la mia nomina a delegato per Roma e Lazio.

Ricordo ancora come si svolse il tutto…e, ripensandoci, non posso fare a meno di narrarlo, con una punta di divertimento misto ad un senso di nostalgia!

A Salsomaggiore, nel corso di una sera, dopo aver avvertito Grazia Mirti del nostro arrivo, lei mi disse solo di attendere nell’atrio dell’albergo, senza aggiungere altro. Una volta scesi, trascorso un po’ di tempo, vidi ad un tratto alcune persone passarmi davanti e entrare in un salone, chiudendosi la porta alle spalle.

“Sarà il Consiglio del Cida“, pensai, riconoscendo solo Grazia Mirti, grazie ad una sua foto che avevo visto.

Colsi anche lo sguardo fugace di queste persone, mentre mi passavano innanzi, senza neanche un benché minimo cenno di saluto … niente…”Che fredda accoglienza”, dissi a mia moglie, un po’ deluso!

E così restai in curiosa attesa davanti a quella porta chiusa, con il tempo che non passava mai!

Poi d’un tratto la porta si aprì e apparve Grazia Mirti, che mi si avvicinò con un sorriso radioso dicendomi “Complimenti Ruata il Consiglio ha deciso di affidarle la Delegazione di Roma. Venga che le presento i Consiglieri…”

È come se, di botto, si fosse sciolto il ghiaccio, quindi varcai quella porta piuttosto emozionato!

Non rammento i nomi dei presenti ma ricordo che una austera signora, che si presentò come Presidente (si trattava di Serena Foglia) mi comunicò, con un gran sorriso di benvenuto, la mia nomina a delegato di Roma e tutti i presenti, dopo avermi ben squadrato, si congratularono con me con molta cordialità, augurandomi buon lavoro!

Insomma, al mio iniziale scoramento subentrò una euforica gioia, perché finalmente mi sarei dedicato a quel compito tanto desiderato: diffondere a Roma una seria ed autentica cultura astrologica, per sfatare tanti luoghi comuni e superficiali – da tempo diffusi in Italia- in voga sulla astrologia.

Così ha avuto inizio una avventura-perché per molti aspetti tale è stata- come delegato di Roma, ricca di tanti eventi astrologici, che si è protratta per circa quaranta anni, organizzando, nel corso di tutti questi anni, innumerevoli conferenze di cui ho perso il conto, molti seminari di studi a cura di illustri ospiti, e vari Congressi nazionali in sale prestigiose.

Il tutto, fra molte difficoltà e imprevisti da superare, fatto consueto in una città come Roma a causa delle distanze, di essere sede del Parlamento con frequenti manifestazioni politiche, e, soprattutto, con la necessità di reperire le sale ove svolgere i nostri incontri, che non comportassero ingenti spese di affitto (nel corso di in tutti questi anni saranno state cambiate non meno di quindici sale!).

Di imprevisti dell’ultimo minuto ne ho vissuti tanti e ora sorrido, nel ricordare quei momenti di patema d’animo, eppure tutto si è sempre risolto, grazie anche alla collaborazione della compianta amica e collaboratrice Maria Grazia la Rosa, di Gianna de Angelis e di mia moglie Rossella.

Poi nell’anno 2017, avendo trasferito la nostra residenza vicino a Venezia, per seguire la famiglia di mia figlia, dopo circa 40 anni mi sono dimesso dalla carica di delegato. Ho tuttavia continuato e continuo a dedicarmi alla astrologia, grazie ad una collaborazione con il Gruppo Sirio di Mestre, affiliato al CIDA, sorto nel 1980 ad opera del delegato del Veneto Arturo Zorzan e di Nadia Paggiaro.

Questo, in sintesi, è il mio percorso astrologico, che spero abbia contribuito, assieme a tanti altri colleghi astrologi e nell’ambito della intensa e pluridecennale attività del CIDA, a far intendere a quanti, incuriositi, si avvicinano alla nostra disciplina, come i suoi contenuti culturali, storici e filosofici, vadano compresi intesi soprattutto in funzione di una crescita personale.

Questa meravigliosa avventura continua ancora e non mi ha più abbandonato!